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Valutazione delle intolleranze alimentari
mediante test muscolare e pedana stabilometrica

Vorrei spiegare brevemente in che consiste il test muscolare utilizzato come strumento diagnostico in kinesiologia applicata. È un test per intolleranze alimentari (ma non solo) che utilizzo da più di dieci anni in quei soggetti nei quali riscontro particolari disequilibri a livello viscerale tali da farmi sospettare la presenza di una sensibilità alimentare.

Il principio è semplice: si testa la forza di base di un muscolo del soggetto (in genere per l’arto superiore si utilizza il deltoide mentre per l’arto inferiore l’ileo-psoas o il tensore della fascia lata), che diventerà il muscolo indicatore forte e verrà utilizzato per tutta la prova.

Ogni sostanza emette un’informazione elettromagnetica che, entrando in risonanza con il campo elettromagnetico del soggetto, ne determina una diminuzione della forza muscolare qualora ci sia una sensibilità verso quell’alimento.


Si utilizzano delle fiale test contenenti molecole di alimenti che, messe a contatto con il corpo del soggetto ( io preferisco utilizzare una piastra metallica in quanto amplifica il segnale elettromagnetico dell’alimento stesso), ne determinano, qualora si riscontri una intolleranza, una drastica diminuzione della risposta del muscolo testato percepibile in maniera evidente sia dall’esaminatore che dal soggetto esaminato. Al contrario, se resiste alla pressione esercitata dal terapeuta, indica una normale tolleranza all’alimento testato.

Nelle intolleranze alimentari si hanno reazioni a cibi quotidiani comuni quali grano, latte, lievito, pomodoro ecc.. ed i tempi di reattività non sono immediati ma possono arrivare fino a 72 ore (al contrario, nelle allergie alimentari la reazione al cibo ingerito è immediata o quasi).
Una volta individuato l’alimento o gli alimenti responsabili del fenomeno, è sufficiente sospenderne completamente l’assunzione per un periodo variabile da quattro a sei settimane; passato questo periodo si rifarà il test e se l’organismo è completamente disintossicato, il più delle volte li accetterà senza problemi. Per superare un’intolleranza serve come detto un certo periodo di tempo, ma per avere un riscontro clinico, quindi una diminuzione/regressione dei sintomi, sono sufficienti due, tre settimane senza assumere l’alimento.

Una considerazione importante da fare è che spesso i sintomi non sono proporzionali alla quantità dell’alimento non tollerato ingerito, quindi non sono dose-dipendente. I sintomi associati alla presenza di intolleranze alimentari sono tra i più svariati, ne cito solo alcuni: cefalee ricorrenti, scarsa concentrazione, depressione, umore variabile, stanchezza cronica, cistiti, dolori e crampi muscolari, dolenzia articolare ricorrente, nausea, reflusso gastro-esofageo, colon irritabile, diarrea, aerofagia ecc.

Nei test eseguiti con il prelievo del sangue, alcune volte si evidenziano risultati positivi verso alimenti che nemmeno si consumano abitualmente; si presume che la reazione cronica verso uno o più degli alimenti principali (mi riferisco a grano, latte, lievito, pomodoro ecc.) determini l’alterazione della permeabilità della mucosa intestinale; a causa di questa alterata permeabilità intestinale anche le molecole di alimenti di minor importanza riescono a raggiungere il circolo sanguigno e dare così una positività alle analisi. Il più delle volte basta sospendere per un certo periodo l’alimento principale per avere una regressione della sintomatologia e ristabilire una condizione di equilibrio generale.

È possibile confermare o identificare un alimento al quale si è intolleranti anche mediante la pedana stabilometrica e posturometrica in mio possesso… questo perché squilibri biochimici-metabolici si manifestano invariabilmente anche attraverso una alterazione del tono della muscolatura periferica.
In genere in caso di intolleranza alimentare importante, dai parametri si evidenzia una grande rigidità, il soggetto risulta bloccato ed oscilla pochissimo.

È sufficiente eseguire un esame posturo-stabilometrico di base, seguito da successivi, ponendo le fialette test contenenti molecole di alimento a livello del plesso solare per osservare le risposte differenti dell’organismo a tali sostanze ed identificare/confermare quindi una sensibilità ad un determinato alimento.

Contatti

DOTT. FRANCESCO TONDI
Osteopata - Fisioterapista
Via Andrea Giovanni Micheletti 7
00128 Roma (RM)

francescotondi@fastwebnet.it

Francesco Tondi