Cervicalgie e dolori dell’articolazione temporo-mandibolare sono spesso correlate ad un tipo di deglutizione definita “atipica o infantile” dove, al contrario della deglutizione fisiologica, la lingua non lavora in modo corretto e questo può determinare alterazioni e restrizioni di mobilità del collo, dell’ATM fino a coinvolgere l’intera postura.
Il passaggio dalla deglutizione fisiologica a quella infantile in genere si completa entro i 10 anni ma non per tutti è così.
Uno dei test che utilizzo per verificare la presenza di una deglutizione atipica è il seguente: chiedo al soggetto di raccogliere un po’ di saliva in bocca tenendo i denti a contatto posteriormente e le labbra ben aperte, correggo la posizione della testa, così da mettere spalla ed orecchio sulla stessa linea, e chiedo di mandar giù la saliva mantenendo le labbra ben aperte (vedi figura 1). Quando la deglutizione è fisiologica non si dovrebbero rilevare contrazioni delle labbra o movimenti del collo in avanti.
Al contrario, in presenza di deglutizione atipica, il soggetto non riuscirà a deglutire mantenendo le labbra ferme e/o il collo stabile, infatti nel tentativo di deglutire si aiuterà portando la cervicale in avanti. Considerando che deglutiamo circa 1500-2000 volte al giorno, questo tipo di deglutizione non fisiologica comporterà una riduzione di mobilità del collo e grosse tensioni cervicali specie sul tratto C5-C6, che si presenterà quasi sempre verticalizzato ed a lungo andare andrà incontro ad artrosi e degenerazione.
La deglutizione risulta fisiologica solo se la lingua lavora correttamente, ossia in condizione di riposo si presenta come sospesa nel cavo orale con la punta che poggia sulla zona posta dietro gli incisivi superiori a livello delle rughe palatine (vedi figura 2) e nella deglutizione va a distendersi lungo il palato (vedi figura 4).


Al contrario, nella deglutizione viziata, la posizione della lingua varia con la punta che poggia contro i denti superiori, inferiori o si interpone tra i denti stessi (vedi figura 3), mentre nella deglutizione la sua parte media si abbassa e tutta la pressione che si produce viene scaricata contro i denti (vedi figura 5), invece che in alto-dietro contro il palato come normalmente dovrebbe essere.
Nel test per evidenziare una deglutizione disfunzionale il soggetto per riuscire a deglutire dovrà compensare portando il collo in avanti (il classico movimento a “gallinaccio”) e/o si avranno forti contrazioni dei muscoli delle labbra, ciò è dovuto al fatto che spesso la lingua viene interposta tra i denti facendo leva sulle labbra stesse.
C’è un delicato e meraviglioso equilibrio di forze che collega la lingua alla cervicale, all’osso ioide (piccolo ossicino situato davanti al collo dove si inserisce, tra le altre cose, la radice della lingua stessa) ed alla mandibola (vedi figura di lato), se la deglutizione si realizza in maniera corretta questo presuppone che tutto il complesso lavori bene.
Al contrario una lingua in disfunzione la possiamo paragonare ad una fionda in tensione, con possibili ripercussioni sulla cervicale che si presenterà spesso proiettata in avanti e sull’articolazione temporo-mandibolare spesso arretrata e compressa con conseguenti possibili tensioni, bruxismo e mal di testa (vedi figura di lato).
Infatti la lingua, oltre a favorire la corretta postura della mandibola, si oppone all’azione dei muscoli masticatori incentivandone il rilassamento con grandi benefici in quei soggetti che tendono a digrignare o che soffrono di dolori a livello temporo-mandibolare.
Inoltre il corretto posizionamento della lingua sullo spot palatino fornisce un’importante informazione a tutto l’assetto posturale in grado di favorire un effetto miorilassante generale ed un effetto riequilibrante sulla muscolatura di tutto il corpo, a partire dalla testa fino ad arrivare ai piedi. Concludo dicendo che con trattamenti ed esercizi mirati è possibile rieducare in poco tempo questa importante funzione con enormi benefici che coinvolgono il collo, la bocca, ma anche la postura nel suo insieme.
Le immagini sono state prese dal web, la numero 4 e 5 dal libro di testo “Ortodonzia dinamica e ripristino delle funzioni” di Gabriella Guaglio.